Per molti è solo una strega, per
altri invece è una santa visto che, in qualche modo, quando la
incontri ti fa stare meglio, a volte ti guarisce. Holly, la
protagonista del film omonimo di Fien Troch che passa in
concorso al Festival di Venezia, ha poi solo quindici anni, è
carina, esile, ha un bel sorriso e sembra vivere in un mondo
tutto suo.
La storia inizia quando la ragazzina (interpretata da
Cathalina Geraerts) un giorno decide di non andare a scuola,
presa da un presentimento. E proprio in quella stessa giornata
scoppia un incendio nell'istituto che fa strage di studenti.
Tutti sono incuriositi da lei, e c'è anche chi la bullizza
perché è strana, fuori da gli schemi. A un certo punto la sua
insegnante Anna le propone di unirsi a un gruppo di volontariato
da lei gestito. La presenza di Holly in questo gruppo rasserena
e infonde speranza a chiunque la incontri. Ben presto, però, le
persone iniziano a cercarla sempre di più e anche le richieste
montano oltre misura con le relative conseguenze.
Distribuito in Italia con Minerva pictures, Holly è stato
co-prodotto dai fratelli Dardenne. Si tratta del quinto
lungometraggio della regista belga che torna al Lido dopo aver
vinto il premio per la miglior regia con Home ad Orizzonti.
Come nasce questo film? "Ci sono voluti sette anni per
realizzare questa storia che forse è la mia più personale,
perché anche io, proprio come la protagonista, ho una grande
attenzione per gli altri e ho interesse per le cose più pure
essendo fondamentalmente una persona buona" dice la regista al
Lido. "Per poter portare avanti il progetto di Holly - continua
Troch - mi serviva una storia che avesse una comunità davvero
molto ferita e che si interrogasse così anche su cose
spirituali".
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